....Ingrandimenti
Interventi di chirurgia plastica
parodontale
PRIMA - Gengive ritirate
che scoprono radici scurite dalle devitalizzazioni sui due incisivi centrali
superiori restaurati con due corone incongrue,
unitamente a profonde e ampie retrazioni
delle radici dei canini superiori, costituiscono un problema estetico e
relazionale per la paziente.
Interventi di chirurgia plastica
parodontale
DOPO - Con tre interventi
di chirurgia plastica parodontale si ricostruisce il volume gengivale mancante
sui canini e sugli incisivi centrali, sui quali ultimi
si applicano due nuove corone in
ceramica stratificata su foglia d'oro, di elevato valore estetico. A malapena
si riconosce trattarsi della stessa bocca.
Faccette in ceramica
PRIMA - La presenza di un
incisivo laterale superiore destro di ridotte dimensioni e di forma conoide,
di una corona protesica
sull'incisivo laterale superiore
sinistro "piatta", priva di luminosità e distante dalla gengiva, nonché
di estese lesioni cariose ai colletti dei canini superiori
destro e sinistro, condizionano
notevolmente l'estetica di questo sorriso.
Interventi di chirurgia plastica
parodontale
DOPO - Una corona "metal
free" in ceramica vetrosa in sostituzione della precedente e tre faccette
in ceramica (si applicano incollandole
sul dente come se fossero delle
unghie finte, ma sono restauri permanenti) restituiscono salute ed armonia
al sorriso della paziente
senza modificarne il profilo dentale,
mimetizzandosi coi denti naturali adiacenti.
PRIMA - La perimplantite (l'equivalente
implantare della piorrea) è un'evenienza che, per quanto non frequente,
porta alla perdita dell'impianto
e di quanto da esso sostenuto se
non riconosciuta per tempo e correttamente trattata. Nella maggior parte
dei casi l'origine
è infettiva o da non corretto carico
masticatorio ed il trattamento è prevalentemente chirurgico. Tuttavia
vi sono altre condizioni che vanno
tenute in considerazione: in questo
caso l'impianto presentava suppurazione dopo 5 anni di buona funzionalità.
DOPO - Nelle tre radiografie
intervallate di tre mesi si può constatare come, posta la corretta diagnosi,
si sia potuto recuperare completamente
l'impianto, anche se radiologicamente
compromesso in modo apparentemente irreversibile. Sospettando un diabete
non compensato
si è richiesto l'esame della glicemia,
il cui valore risultava superiore a 300. Una antibioticoterapia locale
per 15 giorni e la correzione della glicemia
hanno consentito di ottenere il
risultato visibile nella ultima radiografia, senza terapia meccanica né
chirurgica.